Benvenuti a tutti nel fantastico mondo di Dragonball Z
Il video gioco
Lo staff dietro a Blue Dragon
rappresenta un ottimo esempio di dream team all’opera nello sviluppo di un
videogioco: il game designer è Hironobu Sakaguchi, ex-colonna portante di Square
Enix a partire dal 1986 ed executive producer dell’intera serie Final Fantasy;
l’addetto alla colonna sonora è Nobuo Uematsu, il “John Williams dei
videogiochi”, anch’egli antica presenza negli studi Square Enix (dal 1985), per
i quali ha accompagnato musicalmente tutti gli episodi di maggior successo di
Final Fantasy. La terza presenza di peso nella squadra è niente meno che
Akira Toriyama, celebre mangaka e character designer dell’altra serie milionaria
di giochi di ruolo nipponici: Dragon Quest. Blue Dragon ha dunque tutte le carte in regola per essere un prodotto di
primo piano nel panorama videoludico, ma volendo dare una lettura diversa a
quello che ha da offrire sulla carta, ci accorgiamo di un’altra cosa: dal punto
di vista commerciale, l’ultima creatura di Mistwalker è un’arma, un titolo
strategicamente pianificato da Microsoft per imporsi sul mercato nipponico.
Nulla di sorprendente, gli intenti della casa di Redmond per quanto riguarda il
Sol Levante erano chiari: con Xbox 360 si fa sul serio in Giappone, partendo da
una strategia più ragionata sui giochi, comprendente alcune pubblicazioni di
assoluto rilievo in ambito nipponico che erano totalmente mancate all’epoca
della prima Xbox. A dire la verità, i risultati di tale politica non si sono
ancora visti, in termini di vendite, ma è anche vero che Blue Dragon è
praticamente solo la prima delle produzioni giapponesi maggiori per Xbox 360
(fatta eccezione per Dead Rising) e per il momento l’unico ad essere
pubblicato da Microsoft stessa.
Una grande avventura
I presupposti del gioco sono alquanto classici, offrire un ottimo JRPG,
perfettamente confezionato da grafica e sonoro all’altezza della nuova
generazione, e basato sul canovaccio tipico del genere. Quello che ne viene
fuori, a prima vista, non è proprio un titolo dall’effetto dirompente, quanto
un’accurata opera di accademia videoludica nipponica, cesellata a dovere dalle
sapienti mani di Mistwalker.
La storia di Blue Dragon, per la maggior parte ancora sconosciuta, inizia
nella tipica maniera dei giochi di ruolo giapponesi, partendo con un evento
drammatico che sconvolge il micro-cosmo dei protagonisti ed evolvendosi nel
tipico viaggio di formazione, che porterà i giovani a confrontarsi con nemici,
alleati, problemi ed eventi catastrofici in misura sempre maggiore. Nella
fattispecie, l’eroe della situazione è Shu, che vive in un piccolo villaggio
rurale periodicamente preda di attacchi da parte di mostri di varia fattezza.
L’audace presa di posizione di Shu, che insieme agli amici Jiro e Kluke decide
di non subire più passivamente le scorrerie di tali molesti visitatori ma di
attaccarli e combattere, segna l’inizio dell’ avventura dei ragazzi, che li
porterà a confrontarsi con l’immancabile villain in persona. Il viaggio sarà
lungo e difficile, con attraversamento di ambientazioni varie, molte delle quali
tipiche di questo genere di produzioni: il villaggio, la foresta, la città, le
immense navi volanti... La storia, che si preannuncia ricca di colpi di scena e
personaggi implicati, viene raccontata attraverso frequenti scene animati
completamente parlate, che si integrano perfettamente con la grafica in-game del
gioco, a dimostrazione del buon livello tecnico raggiunto da Mistwalker al
lavoro sulla macchina Microsoft. Le ore di gioco si preannunciano molte, a
giudicare dai tre dischi che lo compongono, e la trama sembra essere
caratterizzata da un’ilarità di fondo rimarcata dallo stile grafico del miglior
Toriyama dei vecchi tempi.
Poteri oscuri
Il combat system, insieme alla trama, compone la struttura base di Blue
Dragon differenziandosi dalla norma quel tanto che basta da renderlo
interessante, pur non rappresentando una rivoluzione copernicana nei JRPG. Gli
scontri si fondano sull’utilizzo dei poteri-ombra in possesso dei protagonisti,
delle sorte di spiriti-guardiani che combattono i nemici seguendo gli ordini
impartiti dai personaggi. Questo comporta dei cambiamenti nella dinamica degli
scontri e nella customizzazione dei personaggi. Questi ultimi, non dovendo
combattere in prima persona, non avranno a che fare con armi e armature potranno
equipaggiare quattro tipi diversi di accessori: collane, braccialetti, anelli e
orecchini. Così agghindati saranno in grado di influenzare le statistiche e i
poteri degli spiriti da loro controllati, che invece, combattendo, si
evolveranno alla tipica maniera dei giochi di ruolo: all’aumentare dei punti
esperienza aumenteranno i poteri, gli attacchi e le magie effettuabili. Gli
spiriti combattenti sono univoci per ogni personaggio e ben distinti l’uno
dall’altro: c’è ad esempio il drago blu del protagonista Shu (che da il nome al
gioco stesso), il minotauro di Jiro e la fenice di Kluke. A questi possono
essere associati poteri diversi a scelta tra “sword” (attacchi fisici), “white”
e “black” (corrispondenti grossomodo a magia di attacco e di difesa) che ne
influenzano il ruolo e lo stile di combattimento.
Gli incontri si svolgono classicamente a turni, con alcune introduzioni dal
punto di vista strategico soprattutto per quanto riguarda la scelta dei tempi:
si può infatti piazzare precisamente il momento di un attacco o di una magia
rigenerativa nel corso del turno di combattimento, rappresentato da una barra
sulla quale sono posizionati dei punti corrispondenti alle azioni attuabili,
dando quindi la possibilità di studiare e personalizzare lo scontro. I nemici
sono visibili nella mappa (niente incontri casuali) e tranquillamente evitabili,
anche se in questo genere il combattimento è spesso più cercato che rifiutato.
Una nuova modalità introdotta consente anche di lottare con più gruppi di nemici
nello stesso momento, racchiudendoli in un cerchio nella mappa: in questo modo
ci troveremo coinvolti in uno scontro multiplo a più riprese con i nemici che,
in certi casi, si troveranno anche ad eliminarsi a vicenda.
La serie Tv
Nome:
Blue Dragon
Nome originale:
ブルードラゴン
Episodi: 51
Genere:
Avventura, Commedia
Tema di apertura:
"FRIEND" di Keita Tachibana
Tema di chiusura:
"Fly So High" di Yu Yamada
Attenzione
L'articolo che vi apprestate a leggere è stato scritto prima ancora della messa
in onda su Italia 1 di Blue Dragon, per scoprire tutti i problemi legati alla
serie Tv di Blue Dragon, leggete dopo questo articolo.
''Blue Dragon sarà un
capolavoro''. Ricordate le parole pronunciate da Akira Toriyama,
character design di questa nuova serie tratta da un videogioco per Xbox 360,
in occasione di un’intervista
in cui il creatore di Dragon Ball lasciava intendere il suo ritiro dal
mondo degli anime?
Sarà vero? Ecco le mie impressioni a seguito della visione dei primi cinque
episodi della serie tratta da una licenza Konami e in onda su TV Tokyo...
"Secoli fa Dio creò la luce nel mondo. La luce era dappertutto e illuminava
ogni cosa. Molte cose furono create e il mondo era meraviglioso. Il mondo si
popolò di creature e si sviluppò. Il mondo della luce era in fiore, ma la
stupidità umana non era ancora soddisfatta e voleva l’oscurità; Dio esaudì la
richiesta e creò le tenebre…"
Shu,
un bambino di 10 anni e la sua banda di amici vivono in una piccola vallata tra
le montagne. Si respira aria di pace e spensieratezza. Il sogno di Shu è quello
di diventare un Night Master, un potente cavaliere dai grandi poteri; pertanto
appena si sparge voce che uno di questi sta arrivando al villaggio, decide di
incontrarlo. C'è un piccolo problema, però: nessuno conosce lo straniero, ma Shu
ha una certa inventiva per scoprire di chi si tratta. Armatosi di bastone,
comincia ad attaccare alle spalle tutti quelli che, a suo parere, potrebbero
essere il Night Master, nella certezza che questi non si farà mai prendere alla
sprovvista.
Così cadono tramortiti al suolo diversi strani tizi, fintanto che Shu non
s'imbatte in un irritante ragazzino accompagnato da una sorta di piratessa con
tanto di bandana e teschio sulla fronte...
La ragazza, Zola, sebbene emani una certa autorevolezza, afferma di non essere
un Night Master, e prosegue la sua strada col suo allievo Jiro in cerca di
alcune vecchie rovine.
Intanto, il villaggio di Shu è attaccato dalle truppe del perfido Nene, sovrano
del regno tecnologico di Garan, che va in cerca di bambini da rapire per
individuare quelli dotati dell’ambito ‘potere delle ombre’.
Shu cerca subito l'aiuto dei due stranieri per salvare il villaggio, ma Zola gli
risponde che non sono affari suoi e, per metterlo alla prova, lo sfida a
difenderlo da solo.
Testimone del coraggio del bambino, che va a combattere gli invasori impugnando
un bastone, decide di intervenire, perché ha intravisto in Shu qualche
potenzialità nascosta.
Durante una situazione disperata, infatti, il ragazzo riesce a richiamare il
Blue Dragon, il più potente tra gli Shadows, una classe di entità legate
all’ombra di chi ha le qualità per evocarle, e a mettere in fuga gli invasori.
Governare il potentissimo essere che sta seminando distruzione, non è semplice
per il bambino, e Zola e Jiro dovranno unire i loro Shadows per metterlo KO con
l’astuzia. Una volta rinvenuto, Zola racconta una vecchia leggenda su sette
eroici ‘cavalieri della luce’ e il sacro ‘Libro delle Origini’, il più antico
libro del mondo. Tutta la vicenda ruota attorno all’eterna lotta tra luce e
ombra.
Alla fine del secondo episodio, Shu si vedrà costretto a seguire Zola e Jiro per
il bene del villaggio. Se così non facesse, le truppe di Nene tornerebbero
continuamente a cercare il suo potere, mettendo in costante pericolo tutti gli
abitanti. Inizia quindi il viaggio avventuroso e di apprendistato del ragazzo,
ma alla combriccola si unirà anche la sua amica Kluke, piccolo genio della
robotica (come Bulma in DB), che non accetterà un rifiuto…
Tecnicamente, l'anime trasmesso su TV Tokyo non si discosta dallo standard delle
nuove serie animate giapponesi, con animazioni piuttosto essenziali. Il
character design di Akira Toriyama è semplificato rispetto a Dragon Ball, ma si
notano ovviamente delle reminiscenze della sua opera più famosa. I disegni sono
altalenanti e la loro realizzazione appare molto inferiore a quella delle ultime
serie di Dragon Ball, GT compreso. Le ombreggiature più semplificate,
tondeggianti e meno numerose rispetto a DB, conferiscono ai disegni meno
plasticità, rendendoli in un certo senso più piatti. Immancabile, ormai,
l'inserimento di elementi in grafica tridimensionale, specialmente per congegni,
macchine volanti e effetti speciali, non troppo invasiva e simile a quella usata
in altri anime contemporanei.
Lo sviluppo della trama segue lo schema dei classici RPG dove il personaggio
principale non fa che accrescere la propria abilità in seguito ad esercizi,
potenziamenti, esperienza, ecc... già secondo la struttura presente in DB. Nel
terzo episodio cominciano gli allenamenti a cui Zola sottopone Shu. Il suo
compagno di esercizi sarà Jiro, da subito suo rivale, e qui si ricalca
l’originale dualismo già battuto da Goku e Crilin allievi dell'Eremita della
Tartaruga.
Anche l’idea degli Shadows, non è proprio originale; si tratta di una via di
mezzo tra i mostri evocati dalle carte da gioco in Yu-Gi-Oh! e i poteri
stand di JoJo (per metterli fuori gioco basta colpire il loro portatore),
anche se le creature di Blue Dragon sembrano dotate di propria personalità. Insomma,
si ripercorrono canovacci classici e stereotipi tipici degli anime sia in
situazioni che personaggi (già il gruppetto iniziale di amici formato dai soliti
cinque membri alla sentai troopers con un grassone, un piccoletto, una ragazza,
il protagonista e un personaggio medio). Incontreremo poi personaggi
dall'aspetto più familiare alla Dragon Quest e DB come 'Il Supremo'
(dio), Regorasu, una specie di Mr. Satan biondo, il simpatico Marumaro (ricorda
un po’ Cowa, altro personaggio di Toriyama), ecc... anche le gag non sono
particolarmente ispirate. Carine le sigle d'apertura e chiusura.
Capolavoro quindi? Non certo allo stato attuale, ma è difficile che un prodotto
simile, indirizzato evidentemente ai bambini, possa successivamente rivelarsi
tale.
Lo vedrei benissimo trasmesso su Mediaset: mi pare non ci sia davvero
nulla da censurare (ma non si può mai dire con gli adattatori televisivi). Non
sarà certamente l'erede di Dragon Ball, ma si fa seguire senza troppo impegno.
Buono per passare una mezz’oretta all'ora di pranzo. Per il resto dejà vu. Per
quanto mi riguarda non ho avuto stimoli nel seguire ulteriori puntate di quest’anime
dello Studio Pierrot previsto in 51 episodi. Se dovessi azzardare un voto
numerico, non più di sei.
Blue Dragon - Un
altro anime distrutto dalla Censura..
Tutti coloro che
hanno assistito alla trasmissione di Blue Dragon su Cartoon Network, senza
averlo già visto in precedenza o senza essere informati, non sanno quindi che
l'Anime è stato brutalmente censurato e modificato.
La versione trasmessa su Cartoon Network italiano è la stessa andata in onda sul
canale parallelo americano e non quella in alta definizione trasmessa in
Giappone, in quanto i diritti per Europa e Stati Uniti furono acquistati nel
2007 dalla medesima casa editrice, la VIZ Media.
Questa versione di Blue Dragon, oltre a un ridimensionamento del video,
trasformato da 16:9 a 4:3, con conseguenti massicci tagli delle immagini ai
lati, è caratterizzata inoltre da numerose modifiche al video stesso, alcune
sotto forma di censura (come il seno di Bouquet, fatto sparire nell’edizione
Cartoon Network e spesso con un editing davvero pessimo) e altre senza alcun
apparente senso o coerenza.
La versione italiana di Blue Dragon, esattamente come quella americana, presenta
inoltre numerose censure e modifiche alla maggior parte dei dialoghi
dell’Anime, questo nonostante il suo target , pensato anche per un
pubblico di bambini (giapponesi).
E come se ciò non fosse sufficiente a rovinare l’audio della serie, qualcuno ha
pensato bene di stravolgere anche le belle musiche dell'opera, create in parte
dal celebre compositore della saga videoludica di Final Fantasy, Nobuo Uematsu,
rimuovendole del tutto o sostituendole con altre a bassissimo volume.
Ma passando alla parte dei dialoghi modificati, gli Anime trasmessi sulle
emittenti italiane non è certo la prima volta che subiscono delle censure o
delle modifiche all’adattamento, dalle opere maggiormente brutalizzate, come
molti dei cartoni degli anni 90 (Sailor Moon, Rayearth, Slayers, per dirne solo
alcuni), fino agli Anime più recenti, dove, sebbene ci sia stato un evidente
miglioramento rispetto a quei titoli passati (niente più puntate saltate o fuse
insieme), sono tuttavia presenti ancora molte censure, modifiche e/o errori di
adattamento nei dialoghi.
Ecco, dunque,
alcuni esempi a seguire di video ridisegnato o sostituito
Com’è intuibile, a sinistra vi è l’immagine originale, mentre a destra quella
censurata o sostituitiva di Cartoon Network.
Lasciamo dunque a voi valutare il livello dei dialoghi modificati e censurati
qui presenti in Blue Dragon, proponendovi, per ragioni di lunghezza e per dare
solamente un’idea generale, solo alcuni esempi di dialoghi di gruppo a seguire.
In alcuni casi tra parentesi quadre sono presenti delle annotazioni, come i
termini originali giapponesi.
Shu e Jiro litigano nella
locanda.
Dialogo originale
Jiro: “Che hai detto?”
Shu: “Hai sentito!”
Bouquet: “Sì! [Hai]!” [Inquadrata di spalle, Bouquet si
rivolge a un cliente che la chiama.]
Dialogo italiano
Jiro: “Cosa?”
Shu: “Sei il solito saputello, ecco cosa sei!”
Bouquet: “Arrivo, signore!”
Jiro, mentre parla con Bouquet e la sua Ombra Hippopotamus trasformati in
mostro, nella versione italiana viene posseduto dallo spirito di Kenshiro.
Bouquet: “Mi stavo chiedendo... Potete aiutarmi a trovare un altro posto
di lavoro?”
Tutti che pensano: “L’unica cosa che sa fare questa ragazza è combinare
guai.”
Bouquet: “Magari potete assumermi voi. Vi serve qualcuno che cucini?
Conosco un sacco di ricette, sono sicura che vi piaceranno, sono brava!
Che ne dite di darmi una settimana di prova?”
Tutti che pensano: “Al terzo giorno finiremmo tutti in ospedale per
avvelenamento.”
Bouquet: “Qual è la risposta? Vi prego, fatemi lavorare per voi!”
Il gruppo scappa e Bouquet gli corre dietro.
Dialogo
originale
Bouquet: “Non mi scapperete! Aspettate!”
Shu: “Zola! Sbrigati! Ci sta raggiungendo!”
Dialogo
italiano
Bouquet: “Tornate indietro! Non avete ancora assaggiato le mie
focacce, so fare anche le uova strapazzate!”
Shu: “Si avvicina! Accelera!”
Riassumendo,
quindi, e aggiungendo anche altri punti “minori” non ancora menzionati, la
versione italiana di Blue Dragon trasmessa su Cartoon Network, e in onda su
Italia 1, ha le seguenti caratteristiche:
• Scelta delle voci americane e italiane, e relativo doppiaggio, discutibili.
• Sigle originali e anticipazioni del prossimo episodio rimosse.
• Eye-catch rimossi
• Musica originale, in parte realizzata dal grande compositore dei videogiochi
Final Fantasy, Nobuo Uematsu, sostituita o eliminata del tutto.
• Video tagliato, censurato e modificato.
• Dialoghi censurati, modificati, sbagliati e inventati.
• Gli ultimi due punti, in particolare, cambiano spesso anche la storia
dell’episodio.
Questo è stato solo un assaggio delle modifiche apportate all’Anime di Blue
Dragon, che, almeno parlando di quelle video, per una volta non sono da
attribuire a Mediaset, che si ricorda trasmetterà l’Anime da lunedì prossimo,
visto che come abbiamo detto la serie è stata acquistata già censurata.
Di Blue Dragon è stato realizzato anche un sequel nel 2008, sempre di 51
episodi, ma ancora (per fortuna?) inedito negli Stati Uniti e in Italia...